
Ambulanze ferme, rilievi ispettivi e domande senza risposta: per spartire incarichi, invece, gli alleati trovano sempre una perfetta intesa comune.
La SEUS, Sicilia Emergenza-Urgenza Sanitaria, è la società pubblica che fornisce ambulanze e personale autista-soccorritore al sistema del 118 siciliano.
Appartiene alla Regione e alle aziende del Servizio sanitario regionale e costituisce la componente tecnica e logistica del soccorso territoriale, distinta dalla gestione sanitaria delle centrali operative.
In termini comprensibili: dalla sua organizzazione dipende un pezzo essenziale della possibilità che un’ambulanza sia disponibile quando qualcuno ne ha disperatamente bisogno.
Ebbene, il governo di Renato Schifani ha affrontato il rinnovo dei suoi vertici con una soluzione di straordinaria originalità: una casella a Fratelli d’Italia, una a Forza Italia e una alla Lega.
La distribuzione politica è chiarissima.
Molto meno chiaro è quale valutazione dei risultati, delle competenze e delle criticità documentate abbia giustificato queste scelte.
Il nuovo CdA SEUS: tre nomi, tre appartenenze
Secondo la ricostruzione pubblicata da LiveSicilia il 15 settembre, Riccardo Castro viene confermato alla presidenza in quota Fratelli d’Italia.
Entrano nel consiglio di amministrazione Giuseppe Gennuso, indicato in quota Forza Italia e vicino ai deputati regionali Marco Intravaia e Bernadette Grasso, l'onorevole messinese che non abbiamo ancora capito se si è effettivamente auto-sospesa, come aveva annunciato, dalla carica di vicepresidente della commissione regionale antimafia dopo essere stata beccata a discutere di posti di lavoro con un "mafioso a sua insaputa" e che per averlo scritto ci ha già citato in tribunale. Vedremo.
A completare il parzialmente rinnovato CdA SEUS c'è anche Francesca Draia, espressione della Lega e commissaria provinciale del partito a Enna.
Gennuso si era candidato alle Regionali del 2022 con la Democrazia cristiana, nel collegio di Palermo, senza essere eletto: la cronaca elettorale dell’epoca registrava 3.082 preferenze e nessun seggio.
Per Castro, invece, diversi organi di stampa hanno già lanciato indiscrezioni su una possibile candidatura alle prossime Regionali, con conseguente uscita anticipata dalla società entro i prossimi sei mesi. Un capolavoro se fosse vero.
Ma il quadro politico descritto dalla stampa è già sufficientemente eloquente: un candidato non eletto passato dalla DC di Cuffaro a Forza Italia, una dirigente territoriale della Lega di Sammartino e un presidente riconfermato già trombato alle precedenti elezioni e che potrebbe prepararsi a lasciare per tentarci di nuovo.
Tutto questo alla guida di una società dalla quale dipende l’operatività dei soccorsi con fortissime criticità già denunciate persino da ispettori regionali.
Dalla nomina di area al partito direttamente in consiglio
L’appartenenza politica, da sola, non dimostra l’incompetenza di una persona. Ci mancherebbe.
Però certo suona strano e non dimostra nemmeno la sua idoneità a governare un servizio tanto delicato.
Ed è precisamente qui che il governo dovrebbe spiegare le proprie decisioni: quali esperienze specifiche, quali risultati verificabili, quali capacità organizzative hanno determinato la scelta?
Perché la rappresentazione pubblica di questo rinnovo parla soprattutto un’altra lingua.
Quella delle quote, delle vicinanze, delle candidature e degli incarichi nei partiti.
Siamo oltre la consueta nomina dell’esperto riconducibile a un’area politica.
Qui l’area politica si presenta direttamente alla porta con i propri candidati e i propri dirigenti.
Castro confermato: la continuità con la possibile uscita incorporata
Castro presenta la riconferma come un’assunzione di responsabilità e ringrazia Schifani e l’assemblea dei soci per la fiducia e la continuità.
Nella stessa cronaca, però, compare la possibilità che lasci anticipatamente per candidarsi.
Una continuità che potrebbe avere già incorporata la via d’uscita.
Se quell’indiscrezione trovasse conferma, il governo dovrebbe spiegare perché abbia rinnovato un incarico strategico a una persona pronta a interromperlo per un progetto elettorale.
Anche nell’ipotesi di un’uscita entro sei mesi — eventualità da verificare, non una scadenza accertata — il problema sarebbe enorme: quale programmazione si garantisce a una società che deve organizzare personale, manutenzioni e disponibilità dei mezzi?
Le ambulanze devono essere operative tutti i giorni.
La disponibilità del presidente dovrebbe rispondere allo stesso calendario, non alle convenienze della prossima lista.
Le inchieste Sudpress: prima di rinnovare, bisognava rispondere
Questo rinnovo arriva dopo le inchieste pubblicate da Sudpress sulla gestione SEUS.
Il 3 settembre, nell’articolo “Schifani, il governo dei dossier sepolti: nascosta l’ispezione SEUS che incastra la governance del fratelliota Castro”, abbiamo ricostruito le risultanze degli accertamenti sul bacino Catania-Ragusa-Siracusa.
Ambulanze indisponibili, problemi nella gestione del personale e criticità nella continuità del servizio.
Soprattutto, gli uffici regionali avevano proposto di valutare la rimozione degli organi di vertice.
Una proposta di valutazione, non un provvedimento di revoca già adottato.
Ma una proposta proveniente dall’amministrazione regionale, che esigeva una risposta motivata.
Il 7 settembre, nella seconda puntata sui conti della gestione Castro, abbiamo esaminato il bilancio: 330 lavoratori mediamente impiegati nelle convenzioni con le aziende sanitarie, dei quali 81 indicati come inidonei alla mansione di autista-soccorritore, mentre la società denunciava carenze di personale.
Abbiamo documentato anche le penali per i fermi, passate da 221.619 euro nel 2024 a 531.575 euro nel 2025.
L’11 settembre, la terza puntata sulle mansioni superiori e sulle transazioni ha esaminato quattro deliberazioni riguardanti almeno sette dipendenti, evidenziando la mancata ricostruzione pubblica del costo complessivo e delle responsabilità gestionali.
Il rinnovo delle poltrone non costituisce una risposta a nessuna di queste domande.
La difesa della SEUS va valutata. Anche la riconferma va spiegata
Castro ha contestato la lettura delle criticità, richiamando la carenza di personale e i vincoli alle assunzioni, in pratica confessando e confermando le osservazioni degli ispettori.
Ha inoltre sostenuto che la società non fosse stata direttamente coinvolta negli accertamenti, svolti presso la centrale operativa.
Proprio per questo, Schifani dovrebbe rendere pubblica la valutazione che ha portato alla riconferma.
Quali rilievi sono stati superati?
Quali spiegazioni della società sono state accolte?
Quali interventi hanno prodotto risultati misurabili?
Se gli uffici propongono di valutare la rimozione e il potere politico decide di confermare, il passaggio tra le due posizioni deve essere spiegato ai cittadini.
Il ringraziamento al presidente della Regione non sostituisce quella spiegazione.
All’ARS manca il governo. Sulle nomine torna l’armonia
Il contrasto diventa persino grottesco guardando quanto accaduto lo stesso 15 settembre all’Assemblea regionale siciliana che non è riuscita neanche ad aprire la sua prima seduta dopo il lungo stop estivo.
Dunque, i lavori parlamentari arrancano.
La distribuzione degli incarichi, invece, procede.
Per affrontare i problemi della Sicilia manca sempre qualcuno.
Per sistemare le rappresentanze dei partiti, alla fine, si trova la combinazione.
È questa gerarchia delle priorità a rendere il caso SEUS politicamente intollerabile.
L’interesse pubblico finisce in fondo alla lista
Ai lavoratori del 118 si chiedono disponibilità, professionalità e capacità di reggere l’emergenza.
Ai cittadini si chiede pazienza.
Al governo bisogna finalmente chiedere criteri, documenti, risultati e responsabilità.
Dopo i rilievi ispettivi e le criticità già raccontate e quelle di cui ci occuperemo nei prossimi giorni (vari segnalatori ci stanno sommergendo di atti "critici"), presentare un consiglio di amministrazione attraverso tre appartenenze politiche significa esibire una concezione proprietaria delle istituzioni.
L’interesse pubblico appare relegato all’ultimo posto, dopo gli equilibri della maggioranza e le prospettive dei suoi protagonisti.
Schifani pubblichi le ragioni della riconferma, i criteri delle nuove nomine e gli obiettivi sui quali saranno valutati gli amministratori.
Perché il 118 dovrebbe soccorrere i siciliani, non trombati o aspiranti tali.
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