
Il tavolo in Prefettura apre il confronto: organici insufficienti, carichi eccessivi e nessuna certezza su contratti, OSS e mezzi aziendali.
Lo stato di agitazione proclamato unitariamente da tutte le organizzazioni sindacali e dalla RSU dell’Arnas Civico di Palermo entra nella sua fase più delicata.
Il 12 agosto si è svolto presso la Prefettura di Palermo l’incontro previsto dalla procedura di raffreddamento e conciliazione.
Un passaggio formale che, però, ha fatto emergere un problema sostanziale: l’ospedale ha ampliato servizi, attività e specializzazioni, mentre la dotazione del personale sarebbe rimasta ancorata a parametri vecchi di circa quindici anni.
La sanità va avanti.
Gli organici, invece, sembrano essere rimasti parcheggiati nel passato.
Più servizi e più lavoro, ma la pianta organica appartiene a un’altra epoca
Secondo il resoconto diffuso congiuntamente dalle rappresentanze dei lavoratori, durante l’incontro la direzione generale ha illustrato i dati relativi alla dotazione organica, richiamando anche parametri risalenti a circa quindici anni fa.
Nel corso del confronto, il direttore sanitario avrebbe riconosciuto che negli ultimi anni l’azienda ha sviluppato e ampliato numerosi servizi e unità operative.
Un’evoluzione che ha inevitabilmente prodotto un forte incremento dei carichi di lavoro, senza un corrispondente adeguamento del personale disponibile.
Ed è proprio questa la contraddizione denunciata dai sindacati.
Non si può pretendere di governare un grande ospedale del 2026 con una fotografia degli organici scattata quando molti degli attuali servizi neppure esistevano.
Il futuro della sanità non può essere organizzato continuando a consultare il pallottoliere del passato.
Riorganizzazione degli OSS dal primo settembre, i sindacati dicono no
Uno dei punti più controversi riguarda la proposta di riorganizzazione del personale OSS, che dovrebbe entrare in vigore dal prossimo 1° settembre.
Il progetto prevederebbe una gestione degli operatori per dipartimento o per padiglione.
La RSU e tutte le organizzazioni sindacali hanno espresso una posizione unanime di netta contrarietà.
La contestazione non riguarda soltanto il modello organizzativo prospettato, ma soprattutto il metodo seguito.
Qualsiasi modifica capace di incidere sui turni, sulle mansioni, sui carichi di lavoro e sulla sicurezza dei reparti deve essere preventivamente discussa e condivisa con i rappresentanti dei lavoratori.
Riorganizzare non può significare semplicemente spostare persone da una casella all’altra per coprire i vuoti.
Se il personale è insufficiente, cambiare la disposizione delle pedine non aumenta il numero delle pedine.
Medici e tecnici altamente specializzati rimasti senza risposte
Durante l’incontro, secondo quanto riferito dai sindacati, nessuna risposta sarebbe stata fornita sulle attività del personale medico e tecnico-sanitario.
Si tratta di professionisti impegnati in settori caratterizzati da un livello tecnologico e specialistico particolarmente elevato.
L’Arnas Civico di Palermo rappresenta infatti un punto di riferimento regionale per il trattamento di pazienti complessi provenienti anche da altre aziende sanitarie siciliane.
Questa funzione strategica comporta responsabilità, prestazioni e carichi assistenziali che non possono essere ignorati nella programmazione del personale.
La qualità delle apparecchiature non sostituisce medici, tecnici, infermieri e operatori.
Anzi, più la tecnologia diventa avanzata, più servono competenze adeguate, formazione continua e organici capaci di sostenerne l’utilizzo.
Autoparco senza mezzi, prestazioni programmate e urgenze a rischio
Un altro punto critico riguarda il servizio autoparco.
Le organizzazioni sindacali denunciano una grave carenza di mezzi, che impedirebbe al servizio di garantire nei tempi previsti il volume delle prestazioni richieste.
Il problema coinvolgerebbe sia le attività programmate sia quelle urgenti.
E quando in un’azienda ospedaliera manca la capacità di assicurare tempestivamente trasporti e servizi logistici, il disservizio non resta confinato in un garage.
Si trasferisce sui reparti, sulle procedure sanitarie e, alla fine della catena, sui pazienti.
Anche su questo fronte, durante il tavolo prefettizio non sarebbero arrivate indicazioni risolutive.
Dirigenza medica, contrattazione decentrata mai avviata
Particolarmente dura è la posizione dei sindacati sulle condizioni della dirigenza.
Viene definito inaccettabile il mancato avvio della contrattazione decentrata, che a oggi non sarebbe mai partita.
Resta inoltre senza risposte il tema degli incarichi di altissima professionalità, annunciati in passato e poi, secondo le rappresentanze sindacali, sostanzialmente scomparsi dall’agenda aziendale.
Non si tratta soltanto di riconoscimenti economici.
Gli incarichi servono a valorizzare competenze, responsabilità e professionalità costruite nel corso degli anni all’interno di strutture sanitarie complesse.
Annunciarli e poi lasciarli evaporare significa alimentare aspettative senza fornire alcuna prospettiva concreta.
Nuovi infermieri e rientro di 32 OSA, ma servono date e numeri
La direzione aziendale avrebbe prospettato l’inserimento di ulteriori infermieri e la possibilità di sollecitare il rientro di 32 OSA attualmente fuori dall’azienda.
Per i sindacati, però, le dichiarazioni generiche non sono più sufficienti.
Servono numeri certi, scadenze definite, provvedimenti formali e verifiche periodiche.
Un ospedale non può essere governato attraverso promesse prive di calendario.
Dire che arriverà personale senza spiegare quanto, quando e con quali procedure significa rinviare il problema, non risolverlo.
La procedura di raffreddamento non deve raffreddare anche le responsabilità
La posizione espressa da RSU e organizzazioni sindacali resta unitaria.
Le richieste riguardano l’adeguamento della dotazione organica alla realtà attuale dell’azienda, la revisione dei carichi di lavoro, il confronto preventivo su ogni riorganizzazione e garanzie concrete per lavoratori e professionisti.
È stato inoltre chiesto un rafforzamento del controllo e del coordinamento a tutti i livelli: dalla direzione generale a quelle sanitaria e amministrativa, dai dipartimenti alle singole unità operative.
La procedura aperta in Prefettura può rappresentare un’occasione per evitare l’inasprimento della vertenza.
Ma per riuscirci occorre trasformare il confronto in un cronoprogramma verificabile.
Alle dichiarazioni devono seguire fatti concreti, hanno concluso i sindacati.
Una frase elementare, quasi banale.
Eppure, nella sanità siciliana, proprio il passaggio dalle parole ai fatti continua troppo spesso a sembrare la prestazione più difficile da garantire.
Il documento è sottoscritto da Fortunato Corrao per FP CGIL, Stefano Carpino per FP CGIL Medici, Alessandro Magno per CISL FP, Rosario Leone per CISL Medici, Gabriele Urso Pernice per UIL FPL, Luigi Calvo per UIL FPL Medici, Mario Di Salvo per FIALS, Irene Brumarescu per FVM Fials–FIALS Medici, Pietro Buglisi per NurSind e Giuseppe La Barbera per Nursing Up.
Per la RSU dell’Arnas Civico firmano il coordinatore Aurelio Guerriero e il presidente Salvatore Ferrara.










