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Stadio Barbera, Palermo torna a crederci: sbloccato il piano da 380 milioni, concessione per 90 anni

2026-08-03 06:00

Redazione

Cronaca,

Stadio Barbera, Palermo torna a crederci: sbloccato il piano da 380 milioni, concessione per 90 anni

Il dossier Euro 2032 è stato trasmesso alla Figc; entro due mesi il club dovrà depositare un nuovo piano economico-finanziario, poi al voto.

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Il dossier Euro 2032 è stato trasmesso alla Figc; entro due mesi il club dovrà depositare un nuovo piano economico-finanziario, poi al voto.

 

Il nuovo stadio Renzo Barbera è uscito vivo da una seduta consiliare durata tutta la notte, trascorsa tra emendamenti, urla, trattative, selfie e l’ultimatum del sindaco Roberto Lagalla.

L’accordo raggiunto consente al Palermo Football Club di proseguire con il progetto da 380 milioni di euro, ottenere la gestione dell’impianto per i prossimi 90 anni e trasmettere alla Figc la documentazione per candidare il capoluogo siciliano tra le città ospitanti di Euro 2032.

 

È certamente un passaggio decisivo.

Ma il nuovo Barbera non è ancora un’opera approvata, finanziata e pronta a partire.

Entro sessanta giorni dovrà essere presentato un nuovo piano economico-finanziario, sul quale dovranno pronunciarsi sia la Giunta sia il Consiglio comunale.

Insomma, Palermo ha evitato il fischio finale.

La partita vera, però, comincia adesso.

 

La notte che ha salvato il nuovo stadio di Palermo

La convenzione sembrava destinata a incagliarsi tra le decine di osservazioni sollevate dal club e le resistenze politiche emerse in Consiglio comunale.

A sbloccare la situazione è stato un emendamento che avrebbe recepito tutte le principali richieste del Palermo FC.

La seduta, inizialmente prevista per le 18, è cominciata soltanto intorno alle 23 ed è proseguita fino alla mattinata successiva.

Sul tavolo c’erano 27 emendamenti, numerosi subemendamenti e una scadenza ormai addosso: quella per trasmettere alla Figc il dossier della candidatura palermitana a Euro 2032.

A Palazzo Comitini si è presentato anche il sindaco Roberto Lagalla, mettendo la maggioranza davanti a un aut aut politico.

«O portiamo a casa la delibera della convenzione insieme o ce ne andiamo tutti a casa», avrebbe detto il primo cittadino, evocando dimissioni che avrebbero determinato anche la decadenza del Consiglio comunale.

Una pressione evidentemente efficace.

L’accordo è arrivato e il dossier è stato spedito.

 

Il nuovo Barbera avrà 40 mila posti

Il piano prevede la trasformazione del Barbera in uno stadio moderno ed ecosostenibile da circa 40 mila posti, omologato per ospitare le grandi competizioni internazionali.

La progettazione è stata affidata allo studio internazionale Populous, che ha lavorato, tra gli altri, al nuovo Wembley, all’Emirates Stadium dell’Arsenal, al Tottenham Hotspur Stadium, allo Yankee Stadium, all’Estádio da Luz di Lisbona e al Groupama Stadium di Lione.

La nuova struttura dovrebbe essere interamente coperta, con le curve avvicinate al terreno di gioco e servizi destinati non soltanto agli spettatori, ma anche alle attività commerciali, agli eventi e all’accoglienza.

Il progetto conserverà la facciata razionalista disegnata nel 1931 da Giovan Battista Santangelo, sottoposta alla tutela della Soprintendenza.

Sono previsti nuovi spazi per i tifosi, aree hospitality, servizi per le persone con disabilità, punti di ristorazione in tutti i settori, un museo e una moderna sede per la società rosanero.

L’obiettivo dichiarato è trasformare l’impianto in una struttura utilizzabile durante tutto l’anno e non soltanto nelle giornate delle partite.

 

Le piazze rosanero e la trasformazione dell’intero quartiere

Il piano non riguarda soltanto le tribune.

Via Antonino Cassarà dovrebbe diventare il principale accesso alla futura “piazza Palermo”.

L’area compresa tra il Barbera e lo stadio delle Palme verrebbe trasformata nella cosiddetta “piazza Rosanero”.

Lo spazio tra viale del Fante e piazza Enrico La Loggia dovrebbe invece diventare un’area pubblica multifunzionale, destinata ai tifosi durante le partite e a eventi, servizi e attività negli altri giorni.

Il vecchio “pallone” di viale del Fante dovrebbe essere sostituito da una nuova struttura destinata a ospitare il quartier generale del club e il museo del Palermo.

È la parte più ambiziosa dell’intervento: non una semplice ristrutturazione, ma la trasformazione di una porzione rilevante della città.

Ed è anche quella che imporrà al Comune di affrontare seriamente viabilità, trasporto pubblico, parcheggi, sicurezza e qualità urbana.

Perché uno stadio può essere magnifico nei rendering e diventare invivibile appena quarantamila persone provano a raggiungerlo contemporaneamente.

 

Lavori dal 2027 al 2031 senza lasciare il Barbera

Secondo il cronoprogramma illustrato, i lavori dovrebbero iniziare entro il 2027 e concludersi, per fasi successive, nel 2031.

Il cantiere verrebbe organizzato in modo da consentire al Palermo di continuare a disputare le partite in casa.

Proprio la necessità di ridurre la capienza durante i lavori avrebbe spinto la società a fissare un tetto di 17 mila abbonamenti per la stagione 2026-2027.

Il rispetto del cronoprogramma sarà fondamentale anche per la candidatura a Euro 2032.

I margini temporali non sono infiniti e qualsiasi ritardo nelle autorizzazioni, nei finanziamenti o nell’apertura dei cantieri potrebbe rimettere tutto in discussione.

 

Chi paga i 380 milioni del nuovo Barbera

Il costo complessivo stimato è di 380 milioni di euro.

Più della metà dovrebbe essere sostenuta dal club rosanero.

La parte pubblica comprenderebbe circa 100 milioni del Comune di Palermo e 60 milioni della Regione Siciliana.

La convenzione garantirebbe al Palermo la gestione dell’impianto per 90 anni, con un canone annuo indicato in circa 800 mila euro.

Il club avrebbe inoltre ottenuto la possibilità di amministrare i parcheggi dell’area anche al di fuori degli orari delle partite.

È stato modificato anche l’articolo relativo alla revisione periodica del piano economico-finanziario.

Se la redditività dell’operazione dovesse superare di oltre il 20 per cento le previsioni iniziali, non scatterebbero automaticamente né l’aumento del canone né la riduzione della durata della concessione.

Gli eventuali maggiori profitti inciderebbero sulle compensazioni o sulle agevolazioni fiscali.

Secondo quanto riportato nei documenti, il club non dovrebbe inoltre versare circa 300 mila euro annui di tributi comunali, ma questo punto dovrà essere disciplinato attraverso una successiva deliberazione della Giunta, esterna alla convenzione.

È qui che l’entusiasmo deve lasciare spazio alla trasparenza.

Investimenti privati, contributi pubblici, agevolazioni, canoni e profitti dovranno essere esposti con numeri verificabili e atti accessibili ai cittadini.

 

Euro 2032 e il possibile ritorno da un miliardo

L’inserimento di Palermo tra le città di Euro 2032 potrebbe generare, secondo le stime riportate, un ritorno economico complessivo vicino al miliardo di euro.

Non si tratterebbe soltanto della vendita dei biglietti.

L’indotto coinvolgerebbe alberghi, ristorazione, trasporti, commercio, sicurezza, merchandising, servizi tecnici e promozione turistica.

Il professore Marcantonio Ruisi, direttore del dipartimento di Scienze economiche, aziendali e statistiche dell’Università di Palermo, stima che ogni grande evento possa impegnare tra 500 e mille lavoratori, tra steward, autisti, addetti alla sicurezza e personale dei servizi.

Il possibile moltiplicatore economico dell’investimento viene indicato in una forbice compresa tra 3 e 9 volte il capitale impiegato.

Ma lo stesso economista avverte che questi effetti dipenderanno dalla capacità del territorio di offrire infrastrutture, servizi e organizzazione.

Nessun nuovo stadio, da solo, risolve i problemi di una città.

 

La politica dei selfie, dei biglietti gratis e del nome Barbera

Mentre si decideva il destino di un’operazione da centinaia di milioni, il Consiglio comunale è riuscito a impantanarsi anche su questioni decisamente più periferiche.

Una parte del dibattito ha riguardato i biglietti omaggio riservati a consiglieri e assessori.

Il centrodestra ha quindi presentato un ordine del giorno per rinunciare ai posti gratuiti e destinarli agli studenti delle scuole delle periferie.

Altro scontro ha riguardato la conservazione della denominazione “Renzo Barbera”, nonostante il nome dello storico presidente non fosse realmente destinato a scomparire, ma semmai a essere affiancato da quello di uno sponsor.

Non sono mancati post, maglie rosanero, fotografie e dichiarazioni da salvatori della patria.

La consueta irresistibile tentazione della politica palermitana di trasformare anche un salvataggio sul filo di lana in una passerella.

Il punto, tuttavia, non è chi abbia pubblicato il selfie più tempestivo.

Il punto è verificare se il Comune saprà governare un investimento che ridisegnerà una parte della città per quasi un secolo.

 

Lo stadio è stato sbloccato, non ancora costruito

Il voto consiliare ha rimosso un ostacolo enorme, ma non ha ancora trasformato il rendering in cemento, acciaio e posti a sedere.

Restano da verificare il nuovo piano economico-finanziario, la reale disponibilità dei contributi pubblici, le autorizzazioni, la gestione dei cantieri e la sostenibilità della mobilità urbana.

Servirà soprattutto una strategia che colleghi il Barbera al trasporto pubblico, al parco della Favorita, all’ex Fiera del Mediterraneo e al futuro sviluppo turistico e sportivo della città.

Il nuovo stadio può diventare una straordinaria occasione di rigenerazione urbana.

Oppure l’ennesima grande promessa siciliana rimasta appesa a un rendering.

La differenza la faranno gli atti, i soldi realmente disponibili e il rispetto delle scadenze.

Non i selfie della notte in cui il progetto è stato salvato.

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