Nella mattinata di ieri è giunta alla nostra redazione una dura e accorata lettera a firma di Vincenzo Natale, Segretario Generale Territoriale della FNS CISL di Agrigento, Caltanissetta ed Enna. Non è il solito bollettino estivo, ma un grido d'allarme sulle pesanti criticità del sistema di soccorso nelle tre province siciliane, quest'anno più che mai strette tra temperature record e incendi devastanti.
Il rappresentante sindacale dei Vigili del Fuoco e della Polizia Penitenziaria descrive una situazione drammatica. Le sale operative sono prese d'assalto da un flusso continuo di telefonate, spesso concentrate nelle stesse fasce orarie.
Per far fronte a questa "apocalisse" di richieste, i Comandi stanno spremendo al massimo il personale - turni raddoppiati, richiami per l'antincendio boschivo e ferie saltate o rimodulate - ma le braccia non bastano. Questa cronica carenza di organico costringe gli operatori a un logorante "triage" telefonico: si deve scegliere chi salvare prima, dando la precedenza assoluta a vite umane, case e infrastrutture vitali, a discapito di interventi considerati minori che finiscono inevitabilmente in coda.
L'aspetto più doloroso per chi indossa la divisa emerge nella seconda parte della lettera. Natale denuncia un aumento intollerabile di episodi di tensione, culminati in minacce, intimidazioni e vere e proprie aggressioni - sia verbali che fisiche - subite dai pompieri sia al telefono che sui luoghi degli interventi. Sebbene la paura e l'esasperazione dei cittadini davanti alle fiamme siano comprensibili, il sindacato traccia una linea invalicabile: la violenza contro chi rischia la vita non è mai giustificabile.
Da qui la richiesta di una svolta culturale. Gli incendi non possono essere delegati solo ai Vigili del Fuoco. Natale si rivolge direttamente ai sindaci, richiamandoli alle proprie responsabilità: i primi cittadini devono far rispettare le ordinanze di pulizia dei terreni, usando la Polizia Locale per sanzionare i privati negligenti o chi appicca roghi illegali.











