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Una decisione attesa che promette di tamponare l’emergenza ma lascia aperti interrogativi strutturali sulla gestione dei rifiuti in Sicilia.
Via libera definitivo dalla Regione Siciliana alla realizzazione della vasca VII-bis della discarica di Bellolampo, a Palermo.
Un provvedimento che viene presentato come risolutivo ma che si inserisce in un contesto storico fatto di emergenze croniche, ritardi e soluzioni tampone.
Il decreto porta la firma dell’assessore regionale al Territorio e Ambiente, Giusi Savarino, e sancisce il rilascio del Provvedimento autorizzativo unico regionale (P.A.U.R.), cioè il documento che accorpa tutte le autorizzazioni necessarie per avviare i lavori.
Una macchina burocratica che finalmente si muove, ma con anni di ritardo sulle spalle.
Una discarica che continua ad espandersi: emergenza o incapacità?
La nuova vasca VII-bis viene definita dalla Regione come un’infrastruttura strategica e indispensabile per la gestione dei rifiuti del capoluogo siciliano.
Tradotto: senza questa vasca Palermo rischiava l’ennesima emergenza rifiuti.
E qui sta il punto.
Perché nel 2026 una grande città europea continua a sopravvivere ampliando discariche invece di ridurre i rifiuti o investire seriamente in impiantistica moderna?
La risposta, ancora una volta, è sotto gli occhi di tutti: assenza di pianificazione strutturale e dipendenza cronica dalle discariche.
Il decreto: cosa prevede davvero
Il P.A.U.R. firmato dalla Regione include:
- Valutazione di impatto ambientale (VIA) positiva rilasciata a settembre 2025
- Autorizzazione integrata ambientale (AIA) concessa a febbraio 2026
Entrambi i pareri risultano favorevoli alla realizzazione di una nuova area destinata a rifiuti non pericolosi all’interno della piattaforma impiantistica di Bellolampo.
Un iter tecnico complesso, come sottolineato dall’assessore Savarino, che rivendica il lavoro svolto:
«Abbiamo chiuso un iter complesso, fatto di valutazioni tecniche rigorose e di dialogo tra istituzioni, nel rispetto delle normative ambientali».
Parole che suonano rassicuranti.
Ma che non cancellano una domanda fondamentale.
La politica rivendica, la città aspetta. E spera
Secondo Savarino, il provvedimento rappresenta:
«Una risposta concreta e molto attesa per la città di Palermo».
Ed è vero.
Palermo quella risposta la aspettava.
Ma non da oggi.
La aspetta da anni, tra cumuli di rifiuti, raccolta differenziata insufficiente e impianti mai realizzati.
La vasca VII-bis servirà a guadagnare tempo.
Non a risolvere il problema.
Il nodo irrisolto: il modello rifiuti in Sicilia
Il vero tema resta sempre lo stesso.
La Sicilia continua a basare il proprio sistema di gestione dei rifiuti sulle discariche.
Un modello:
- costoso
- ambientalmente impattante
- tecnicamente superato
Mentre altrove si investe in economia circolare, termovalorizzazione e impianti avanzati, qui si continua ad allargare buche.
Letteralmente.
Conclusione: soluzione temporanea, problema permanente
La vasca VII-bis di Bellolampo è una notizia.
Ed è anche una necessità.
Ma non è una soluzione.
È l’ennesima dimostrazione di un sistema che interviene sempre in emergenza, senza mai risolvere davvero il problema.
E allora la domanda resta una sola: quanto durerà anche questa nuova vasca prima di tornare punto e a capo?










