
Un’esplosione silenziosa dentro i conti pubblici: bonus ai dirigenti, dubbi sulle procedure e l’ombra dei controlli mancati.
Un aumento che fa rumore: da 8 a 150 mila euro
A Palermo scoppia l’ennesima grana nella gestione delle partecipate.
Al centro della bufera c’è la RAP, la società che si occupa della gestione dei rifiuti, e una decisione che ha dell’incredibile.
Premi ai dirigenti che da una previsione iniziale di appena 8 mila euro complessivi arrivano a sfiorare quota 150 mila euro.
Un salto che non è solo numerico.
È politico.
È amministrativo.
Ed è soprattutto una questione di metodo.
La richiesta di chiarimenti del sindaco Lagalla
Il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, insieme al capo area Fabrizio D’Angelo, ha immediatamente chiesto chiarimenti ai vertici dell’azienda.
Una mossa obbligata, più che una scelta.
Perché la delibera che ha fatto scattare l’aumento dei premi rischia di aprire una voragine nei già fragili equilibri della governance delle partecipate.
Secondo quanto emerge, l’incremento sarebbe stato giustificato da una diversa interpretazione delle norme interne.
Ma è proprio qui che nasce il problema.
Il nodo delle procedure e delle verifiche
Le verifiche sarebbero state effettuate senza un’istruttoria completa.
Senza quei passaggi fondamentali che dovrebbero garantire trasparenza e correttezza nell’utilizzo di risorse pubbliche.
E soprattutto senza una chiara documentazione sui criteri adottati.
Il risultato?
Un sistema che sembra aver operato in autonomia, senza il necessario controllo da parte degli organi competenti.
E questo, quando si parla di soldi pubblici, non è un dettaglio.
Il coinvolgimento della Terza Commissione
La vicenda è finita anche sotto la lente della Terza Commissione consiliare.
La presidente Sabrina Figuccia ha già annunciato la volontà di convocare i vertici aziendali.
Obiettivo: fare piena luce su una gestione che presenta più ombre che certezze.
Si parla apertamente della possibilità di acquisire tutta la documentazione.
E non si esclude che possano emergere responsabilità.
Il rischio politico: un sistema fuori controllo
Il caso RAP non è solo una questione tecnica.
È il sintomo di un problema più grande.
Un sistema delle partecipate che continua a muoversi in una zona grigia.
Dove le regole sembrano elastiche.
Dove i controlli arrivano sempre dopo.
E dove i cittadini scoprono tutto a cose fatte.
La domanda è semplice.
Chi controlla davvero?
Conclusione: trasparenza o ennesimo insabbiamento?
Adesso la partita si gioca su un terreno preciso.
Quello della trasparenza.
Il Comune riuscirà a chiarire fino in fondo cosa è accaduto?
O anche questa vicenda finirà nel solito limbo fatto di relazioni tecniche e responsabilità che si dissolvono?
I palermitani, intanto, continuano a pagare.
E hanno tutto il diritto di sapere.
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