sudpalermologo
sudpalermologo

PAGINE

Categorie

Categorie

Lo Sport come lo raccontiamo noi

imgi_2_sport-r3gyvr6fykih8e5kk1tac3on1n6zio1zh5d2rplfog
press2a
hitech-r3gyukvpf0wkpxv0f1j2pwcwbazgwae2bc0869c5gg
style-r3gyxz2q3hjun8xilickq1itje96oxv644tck8ayzk
sudlife-r3gywm7483oxviwiix7z4duuncy3koh4lew3lubfz4
sudarte-r3gyw83jdl5n1dgzt94kkzexqkvld7x5jh3teowckg
gusto-r3gyriwl7eq0zkar97zq463yt81ivp9gw7of0vv7og
salute-r3gyuy1g2pel8hbwa77uot1cmp6lw1ub1550w4sn1c

facebook
instagram
youtube
whatsapp
SEUS, il governo Schifani affida (ANCORA) l'emergenza sanitaria della Sicilia a trombati della politica e aspiranti taliIl leader di Noi Moderati Saverio Romano incalza il sindaco Lagalla: Palermo merita risposte, il centrodestra ancheRistori ciclone Harry, la beffa delle imprese: Schifani festeggia e gli aiuti s’incaglianoAddio a Emma Bonino, l'attivista palermitano che le fu vicino: “La sua prima lotta nacque dal dolore e dall'indignazione”Governo Schifani smentito anche sulle tariffe dei traghetti. L'accusa della Federalberghi guidata dal'AD della SAC Nico TorrisiPalermo, la maggioranza umilia il sindaco Lagalla

Per qualsiasi informazione puoi contattarci a:

 

editore@sudpress.it

+39 339 7008876

IN EVIDENZA

Il Sistema Cuffaro rischia di terremotare anche le partecipate. Il caso SISPI, ma non ci si ferma solo a Paler

2025-11-22 05:00

Redazione

Regione, Cronaca,

Il Sistema Cuffaro rischia di terremotare anche le partecipate. Il caso SISPI, ma non ci si ferma solo a Palermo

Le indagini sul “sistema Cuffaro” sfiorano SISPI e riaccendono i riflettori sulle partecipate siciliane, dove crescono le nomine della politicanza.

chatgpt-image-21-nov-2025-15_12_54.png

L’interrogazione presentata nei giorni scorsi in Consiglio comunale a Palermo – che chiede chiarezza sul ruolo della SISPI nell’ambito delle recenti indagini che sfiorano ambienti della nuova Democrazia Cristiana cuffariana – è solo l’ultimo tassello di un quadro che si sta facendo sempre più complesso e, per certi versi, preoccupante.

 

Dalle intercettazioni dell'inchiesta che ha coinvolto segretario e capogruppo della Democrazia Cristiana, (Cuffaro, Pace, Raso & C.), emergono riferimenti, contatti, frequenze e una rete di relazioni che, secondo i consiglieri di opposizione, meriterebbero un approfondimento immediato per evitare che una società strategica come SISPI rischi condizionamenti esterni. 

 

L’azienda è infatti il pilastro informatico del Comune di Palermo e qualunque ombra che ne sfiori la gestione, diretta o indiretta, diventa inevitabilmente un tema di interesse pubblico.

 

Ma il punto è che non c’è solo Palermo. E non c’è solo SISPI.

 

Quello che sta emergendo, e che la politica continua a fingere di non vedere, è che il “sistema Cuffaro” – fatto di relazioni, nomine, quote politiche e reti associative orbitanti attorno all’area della DC – non si limita ai partiti, ma permea un numero crescente di partecipate, sia comunali che regionali.


Alcune di queste vedono nei consigli di amministrazione o nei ruoli apicali figure riconducibili, direttamente o indirettamente, all’area cuffariana: un fenomeno ormai troppo esteso per essere derubricato a coincidenza o a ordinaria spartizione politica.

 

Ciò che preoccupa non è solo il profilo giudiziario – che spetta ai magistrati verificare – ma il profilo sistemico: quando una rete di potere si radica nelle infrastrutture amministrative, nelle società che gestiscono servizi fondamentali, nella catena degli appalti e della progettazione pubblica, allora la questione diventa politica, economica e democratica.

 

Il caso SISPI è, in questo senso, un campanello d’allarme.
Oggi tocca a Palermo, domani potrebbe riguardare altre municipalizzate, altre partecipate regionali, altri settori strategici: rifiuti, acqua, trasporti, servizi informatici, formazione professionale, cultura. Tutti comparti dove le nomine sono spesso terreno fertile per le appartenenze politiche e dove l’area cuffariana ha mostrato negli ultimi anni una sorprendente capacità di espansione.

 

La domanda è semplice:
com’è possibile che, a oltre vent’anni dalle stagioni politiche che hanno segnato la Sicilia e dopo vicende giudiziarie che sembravano aver chiuso un’epoca, determinati ambienti tornino a esercitare un’influenza così pervasiva nel sistema delle partecipate?

 

La risposta, purtroppo, è altrettanto semplice: perché nessuno finora ha davvero voluto affrontare il problema.


Perché le partecipate continuano a essere viste come “casse di compensazione” dove posizionare uomini di area, equilibrare correnti, ricompensare fedeltà.
Perché i controlli politici sono spesso deboli, quando non complici.


E perché il cittadino, nella maggior parte dei casi, viene tenuto all’oscuro.

L’opposizione, a Palermo, chiede chiarezza. Ed è un bene.


Ma sarebbe ancora meglio se questa chiarezza venisse richiesta su tutto il territorio regionale, su tutte le società pubbliche che oggi vedono amministratori, presidenti e direttori riconducibili all’area DC cuffariana.

 

Non per fare processi mediatici.
Non per criminalizzare appartenenze politiche legittime.
Ma per garantire una cosa semplice: che la gestione del denaro pubblico, dei servizi pubblici e delle infrastrutture pubbliche sia libera da condizionamenti opachi.

 

Se davvero il “sistema Cuffaro” stava conquistando pezzo dopo pezzo la galassia delle partecipate siciliane, allora il caso SISPI non è un episodio isolato: è un segnale.


E ignorarlo sarebbe, oggi, il vero atto di irresponsabilità civica.

E non è certo sostituendo bande a bande che si può risolvere un problema che ha superato di gran lunga tutti i livelli di guardia.

SudPalermo

Edito da: Sudpress S.r.l. C.da Giancata s.n., Zona Industriale – 95128 Catania

SudPalermo è una testata del Gruppo SudPress

Registrazione Tribunale di Catania n. 18/2010 – PIVA 05704050870 - ROC 180/2021 Edito da: Sudpress S.r.l. zona industriale, c.da Giancata s.n. – 95121 Catania

sudpalermologo

La tua pubblicità su SudPalermo passa da qui! 

Scopri le opportunità, invia una richiesta

Create Website with flazio.com | Free and Easy Website Builder